Slovenia

A PASSEGGIO PER LE PIAZZE, I PONTI ED I MERCATI DI LUBIANA

foto: cortile interno del castello (Lubiana, Slovenia)

 

INTRODUZIONE: 

Possiamo senz’altro affermare che il filo conduttore dei nostri viaggi targati 2015 sia stato l’impero austro-ungarico. Infatti, dopo aver visitato Cracovia e Bratislava la scorsa estate, Elisabetta ed io ci siamo regalati una full immersion di due giorni a Lubiana per festeggiare i nostri compleanni, tenendo così fede al detto “Non c’è due senza tre”. A dire il vero il progetto è stato sub judice fino a pochi giorni dalla partenza, poiché prima di prendere una decisione definitiva abbiamo monitorato con attenzione l’evolversi delle condizioni atmosferiche, dopo le abbondanti precipitazioni piovose delle ultime settimane. 

Qui di seguito vi proponiamo il diario di viaggio ed il relativo racconto fotografico. 

 

PROGETTAZIONE DEL VIAGGIO: 

Il viaggio è stato organizzato in autonomia e una volta fissate le date, abbiamo prenotato l’hotel approfittando di una buona offerta qualità-prezzo trovata in internet. Quando visitiamo una città siamo soliti pianificare le visite raggruppandole per zone geografiche, onde evitare inutili perdite di tempo nei trasferimenti tra un’area e l’altra. In questa occasione però lo stratagemma non è servito poiché i cosiddetti highlights sono circoscritti in una superficie limitata, e quindi facilmente raggiungibili grazie a piacevoli passeggiate a piedi. 

 

GUIDA: 

Touring Club Italiano – Slovenia (della collana Guide d’Europa). 

 

PERIODO: 

Da martedì 20 a mercoledì 21 ottobre 2015. 

 

PARTECIPANTI: 

Elisabetta e Stefano. 

 

ITINERARIO: 

Siamo entrati in Slovenia tramite il valico di Gorizia Sant’Andrea. Dopo aver guidato per una quarantina di chilometri sulla superstrada H4, all’altezza della località di Razdrto ci siamo immessi sull’autostrada A1, denominata anche Primorska avtocesta. Ulteriori sessanta chilometri di tragitto infine ci hanno consentito di raggiungere la capitale slovena. 

 

ALLOGGIO: 

La scelta dell’hotel in cui alloggiare è stata determinata oltre che dalla buona offerta economica, anche dalla posizione strategica rispetto alle vie di comunicazione. La struttura, infatti, è facilmente raggiungibile in auto percorrendo la Tržaška cesta, l’ampio viale che collega il centro città con l’uscita dell’autostrada n°35 Lubiana nord (Ljubljana-zahod). Dato che il centro storico è interdetto al traffico, tranne che nelle prime ore del mattino, l’hotel ha stipulato una convenzione vantaggiosa con il parcheggio pubblico situato nella vicina Šubičeva ulica, proprio di fronte al palazzo del Parlamento.

foto: mercato dei fiori, Valentin Vodnik Trg (Lubiana, Slovenia)

 

DIARIO DI VIAGGIO: 

(tratto dai miei appunti) 

 

Martedì, 20 Ottobre: 

Dopo una breve sosta alla frontiera per acquistare la vignetta autostradale, ci addentriamo in territorio sloveno circondati da un paesaggio vallonato. La gran parte degli appezzamenti di terreno sono adibiti alla produzione di fieno mentre alcuni chilometri più in là, nei pressi della località di Ajdovščina, iniziamo a scorgere anche filari di viti, segno inequivocabile che da queste parti si è andata sviluppando l’industria vitivinicola. La vegetazione è ancora verdeggiante, probabile lascito delle piogge cadute in questo primo scorcio d’autunno. Lasciata sulla nostra sinistra la sagoma rocciosa e austera del monte Nanos, sulla cui vetta è installato il più importante ripetitore radiotelevisivo della Slovenia, ci immettiamo sull’autostrada A1. Superato lo svincolo per Postojna iniziamo gradualmente a salire di quota. Il sole che ci aveva accompagnati fin qui scompare all’improvviso e in un battibaleno siamo inghiottiti da una coltre di nebbia e nubi basse che ci farà compagnia fino a destinazione. 

Il traffico è stato scorrevole sia in autostrada sia sulle arterie che ci hanno condotti in centro. Parcheggiata la macchina in piazza della Repubblica come da accordi con il personale dell’hotel, raggiungiamo la struttura con una camminata di pochi minuti. Dopo aver sbrigato in quattro e quattr’otto le pratiche di check in e aver preso possesso della nostra stanza, siamo in sostanza pronti per prendere confidenza con la città. Piazza Prešeren (Prešernov trg), situata a soli cinquanta metri dall’hotel, è il punto di partenza ideale per qualsiasi visita. Lo slargo è facilmente riconoscibile perché è dominato dalla chiesa francescana (Frančiškanska cerkev) dedicata all’Annunciazione. L’edificio, oltre ad avere due campanili dietro la navata, presenta una facciata rosata che lo rende inconfondibile e gli dà un particolare risalto soprattutto nelle ore pomeridiane, quando i raggi del sole lo lambiscono da tre quarti. A proposito di luce, con l’arrivo delle ore più calde della giornata le nubi si sono velocemente dissolte, lasciando spazio a uno splendido sole che riscalda immediatamente l’atmosfera. Sempre sulla piazza, all’angolo con Wolfova ulica, si erge la casa Šmalc, un alto edificio angolare che presenta sulla facciata decorazioni di piastrelle dalle tonalità verdi e azzurre, che ci ricordano gli azulejos di Lisbona. 

France Prešeren è stato il più famoso poeta sloveno ed è considerato uno dei maggiori poeti romantici europei. Tra le sue opere principali c’è sicuramente la Zdravljica (il Brindisi), scritta nel 1844 nella forma di carmina figurata. Nel 1991, quando la Slovenia ottenne l’indipendenza dalla Jugoslavia al termine della guerra dei dieci giorni, il testo musicato divenne ufficialmente l’inno nazionale della nazione appena rinata. Proprio sotto il monumento dedicato al poeta e alla sua musa, tiriamo fuori dallo zaino i versi e li leggiamo con attenzione. Una strofa in particolare cattura la nostra attenzione, la settima: 

...

“Evviva tutti i popoli

Che il giorno anelano veder,

Che ovunque splende il sole,

All’odio e liti ponga fin;

Che in libertà

Ognun vivrà

E amico con il suo vicin!” 

… 

Come potete leggere gli ideali espressi da Prešeren sono un inno alla fratellanza tra le genti. Fin qui niente di strano se non fosse che sono stati ideati e scritti in questo lembo di terra chiamato Balcani, una polveriera eternamente pronta a esplodere a causa di odi e nazionalismi trasversali mai del tutto sopiti. 

Accediamo alla zona medioevale della città attraversando il Tromostovje, il triplice ponte sul fiume Ljubljanica, la cui arcata mediana del 1842 ha sostituito il precedente in legno, mentre gli altri due furono edificati tra il 1929 e il 1930 su progetto di Jože Plečnik. Le opere dell’architetto sloveno hanno caratterizzato e segnato l’urbanistica di tre importanti città dell’Europa centrale, Vienna, Praga e per l’appunto Lubiana, nella quale sia alcuni edifici sia i tratti dell’arredo urbano portano il segno indelebile del suo stile. Ne abbiamo subito riprova percorrendo il lungofiume Adamič-Lundrovo dove si erge la Tržnice, un edificio a colonnati che si ispira all’architettura dell’antica Grecia e che dà le spalle al corso d’acqua. Al suo interno si trovano bar, caffè e negozietti che vendono ogni ben di Dio: pane, dolci, formaggi, carni, pesce, spezie e prodotti dell’apicoltura. Di fronte al fabbricato, sullo spiazzo dedicato al poeta Valentin Vodnik, sono invece poste le bancarelle del mercato all’aperto, suddivise in tre sezioni distinte: prodotti ortofrutticoli, fiori e abbigliamento. Passeggiamo tra i banchi dei rivenditori in un tripudio di colori. I prodotti tipici della stagione brillano per le loro sfumature cromatiche; si va dagli arancioni dei cachi, delle arance e delle zucche ai rossi delle rape, delle mele e dei melograni, dai marroni delle castagne ai verdi delle verze, dei cavoli e dell’uva bianca. Durante il nostro girovagare due piccole strutture, una di fianco all’altra, rapiscono la nostra curiosità: la prima è un distributore di latte crudo alla spina, la seconda invece è una casetta in legno all’interno della quale c’è una bilancia metallica a orologio. È stata sistemata lì dentro a tutela dei consumatori, i quali in completa autonomia possono verificare la correttezza delle pesate dei commercianti. 

Dopo aver consumato lo spuntino di metà giornata a base di crostini di pane e prosciutto cotto accompagnati da un bicchiere di vino bianco, raggiungiamo l’altra sponda della Ljubljanica attraversando il nuovissimo ponte dei macellai (Mesarski most), avente i parapetti rivestiti dai lucchetti dell’amore. Più che il lungofiume Petkovškovo ci attrae in modo particolare la sua parallela, la Trubarjeva cesta. Si tratta di una via con edifici un po’ datati, alcuni dei quali con le facciate imbrattate da graffiti, altri invece con i muri restaurati e tinteggiati con colori pastello. La strada è piena di locali, negozi e botteghe d’artigiani. Ci trasmette subito la sensazione di essere un punto d’incontro giovanile, dove trovano il loro habitat naturale la musica, il design e la cultura alternativa. In un paio di punti della strada i cornicioni dei tetti sono stati collegati tra loro grazie a dei cavi, sopra i quali sono state appese decine di paia di scarpe usate. 

Rientriamo nella Lubiana medioevale grazie al ponte dei draghi, lo Zmajski most, costruito in stile secessione nel 1901 ed avente quattro sculture in bronzo del drago alato simbolo della città, situate proprio all’inizio delle campate. Secondo la leggenda Lubiana fu scoperta da Giasone, eroe della mitologia greca, il quale dopo aver scoperto il Vello d’oro assieme agli argonauti risalì dapprima il corso del Danubio e in seguito quello del suo affluente Sava. Al termine della navigazione giunsero alle sorgenti della Ljubljanica dove con cura smontarono la nave Argo, con l’obiettivo di trasportarla con facilità fino al mare Adriatico e poi salpare verso casa. Durante il tragitto Giasone ed i suoi compari si imbatterono in un grande lago circondato da una palude, nei pressi della quale viveva un mostro con le sembianze di un drago, per l’appunto il drago di Lubiana. In realtà la regione fu invasa e conquistata dai Romani nel 48 a.C. e nel 34 d.C. Augusto organizzò la città secondo il classico schema romano del cardo e del decumano. La chiamò Iulia Emona. 

Proseguiamo la visita passeggiando per l’elegante Ciril-Metodov trg circondati da austeri palazzi finemente decorati. Entriamo nella cattedrale di San Nicola (stolnica Sv. Nikolaja) dedicata al protettore dei pescatori e dei barcaioli, costruita nel primo decennio del 1700 sul luogo dove in precedenza sorgeva una chiesa gotica. L’interno è in pratica deserto e dalle canne di un organo escono note di musica sacra. Sulla parete a fianco del portone d’ingresso una lapide in marmo rosato ricorda la visita di Papa Giovanni Paolo II del maggio 1996, e riporta i nomi dei benefattori (molti di essi sloveni residenti all’estero) che con le loro donazioni permisero il restauro della porta stessa. 

A metà pomeriggio approcciamo da Študentovska ulica la salita che conduce al castello. A dire il vero c’è anche la possibilità di prendere la funicolare e raggiungere la vetta in tutta comodità, ma se la giornata lo permette noi ci sentiamo di consigliare una bella camminata a piedi. Il sentiero in qualche tratto è piuttosto ripido ma questo ci permette di fare qualche sosta fuori programma, scattando foto da posizioni privilegiate e goderci il panorama sulla città. Sullo sfondo, dietro la chiesa dell’Annunciazione, si staglia la cima innevata del monte Triglav, la vetta più alta del paese, stilizzata anche sulla bandiera nazionale. Il castello fu semidistrutto dal terremoto del 1511 e nella ricostruzione ad opera dei duchi della Carniola (ducato che faceva parte dell’impero austro-ungarico) fu conservata la maggior parte delle precedenti fondazioni a pianta pentagonale, con la sola aggiunta della torre dei Fischiatori. In seguito, nel XVII secolo, fu eretta la cappella di San Giorgio la cui volta fu affrescata con gli stemmi dei governatori carniolani, tutt’ora ben conservati ed aventi nomi di chiara origine austriaca-germanica. Nel parco adiacente il portone d’ingresso, appesa al tronco di un albero, una cassetta in legno cattura la nostra attenzione. Ci avviciniamo e notiamo che contiene dei libri. Un biglietto di carta ci spiega la sua funzione di book sharing. I volumi sono infatti a disposizione delle persone che arrivate fin quassù, vogliono trascorrere un po’ di tempo libero seduti sulle panchine in legno del giardino immergendosi nella lettura. 

Fin da stamattina la città ci ha colpiti per la sua pulizia. Del centro storico interdetto al traffico abbiamo già scritto, per quanto riguarda invece la raccolta differenziata dei rifiuti gli utenti hanno la possibilità di accedere alle torrette metalliche di accumulo grazie ad una smart card dotata di microchip. Si può quindi tranquillamente affermare che Lubiana sia una città environmental friendly, non per niente è stata designata Capitale Verde Europea per l’anno 2016

Il sole intanto sta pian piano tramontando e noi dopo una veloce discesa ci ritroviamo nei pressi di Prešernov trg. L’aria è impregnata dal profumo delle caldarroste, mentre dalle armoniche di musicisti di strada escono le note coinvolgenti di polke e mazurke. I tavoli all’aperto di bar e locali sono presi d’assalto da una miriade di giovani che socializzano davanti ad un bicchiere di Union o Laško, le due birre più famose del paese. Per cena, nel rispetto delle tradizioni locali, decidiamo di concederci un piatto di selvaggina in una gostilna (trattoria-osteria) del centro storico, proprio nei paraggi della cattedrale di San Nicola.

foto: mercato al coperto Tržnice (Lubiana, Slovenia)

 

Mercoledì, 21 Ottobre: 

La città si sveglia in un’atmosfera ovattata, avvolta com’è da una fitta foschia tipicamente autunnale. Anche noi ce la prendiamo con comodo poiché di prima mattina le temperature sono piuttosto basse. Mentre consumiamo la colazione nella breakfast room, osserviamo come gli ospiti dell’hotel, di etnie diverse, seduti davanti ad una semplice tazza di caffè formino una vera comunità, dialogando tra di loro senza problemi e scambiandosi consigli ed informazioni. Ovviamente in una società equa tutto questo dovrebbe rappresentare la normalità, invece contrasta profondamente con quello che abbiamo appena visto nei notiziari in televisione. Migliaia di profughi provenienti dalla Siria e dal Corno d’Africa infatti sono bloccati da giorni al freddo sul confine tra Slovenia e Croazia, non riuscendo così a proseguire il loro interminabile esodo verso i lidi agognati. 

Dopo questa breve riflessione raccogliamo i nostri bagagli in camera, lasciamo l’hotel e li riportiamo in macchina. Siamo così pronti per ricominciare la visita ed iniziamo proprio da piazza della Repubblica (Trg Republike). Lo spiazzo rappresenta il centro amministrativo della città ed è sorto sull’area dove una volta si erigeva il convento delle Orsoline. Sullo sfondo si stagliano due alti grattacieli a base triangolare con le facciate in vetro e dietro a loro sorge il Cankarjev dom, il più grande centro culturale del paese dedicato allo scrittore Ivan Cankar. Sul lato occidentale invece sorgono i monumenti in acciaio dedicati rispettivamente alla Rivoluzione ed a Edvard Kardelj, mentre a nord, oltre la Subičeva ulica, lo slargo è racchiuso dal palazzo a pianta quadrata del Parlamento. Eretto nel 1959, l’edificio ha la facciata rivestita in pietra slovena mentre il portale bronzeo è ornato da interessanti altorilievi. 

Poco distante sorge la vasta piazza del Congresso (Kongresni trg). E’ stata chiamata così perché fu sistemata in occasione del congresso internazionale della Santa Alleanza del 1821. Passeggiando per i vialetti del parco ricoperti da ghiaino e circondati da vecchi platani, si possono scorgere alcuni monumenti tra cui un gazebo per concerti, una fontana ed una grande ancora metallica. Fin da ieri girando per le strade di Lubiana siamo stati colpiti da una ventata di gioventù, ed a riprova di ciò incrociamo subito una scolaresca dell’asilo intenta a giocare e svolgere attività fisica. Sul perimetro della piazza sorgono tra gli altri anche i palazzi che ospitano l’università, la biblioteca, l’istituto di storia contemporanea, la Filharmonia (il palazzo della filarmonica) e la chiesa dedicata alla S.S. Trinità (Uršulinska cerkev), con la bellissima facciata in stile palladiano. Proviamo ad accedervi ma tutte le porte d’ingresso sono chiuse a chiave. Solo in un secondo momento ci accorgiamo che su un foglio di carta appeso in un angolo sono segnati gli orari di apertura, comunque molto ristretti. Prima di infilarci nella Gosposka ulica, notiamo un ragazzo appostarsi nel giardino adiacente il palazzo dell’università, estrarre con cura dalla custodia un violino e allietare i passanti con un’aria di Beethoven. 

Gosposka ulica è da sempre considerata la via della nobiltà. Attraversa il centro storico con ai suoi lati palazzi in stile barocco. Al pianterreno si sono da poco alzate le serrande delle poche attività commerciali presenti. Dopo un centinaio di metri sulla sinistra si apre uno slargo che prende il nome di Novi trg (piazza Nuova), conosciuto anche come il salotto barocco della città ed ornato da fioraie costipate di begonie rosse. Interessanti sotto l’aspetto architettonico e cromatico sono anche i vicoletti perpendicolari alla strada che scendono verso la riva del fiume. Alla sua estremità Gosposka sfocia in piazza della Rivoluzione Francese (Trg Francoske Revolucije), disegnata nel 1929 da Plečnik, il quale vi innalzò un obelisco in marmo dedicato al periodo napoleonico. Sulla piazza, uno di fronte all’altro, sorgono anche due grandi complessi: il primo ospita attualmente il museo geografico mentre il secondo, detto Križanke, fu a suo tempo una fortezza dei Cavalieri teutonici della Croce. 

Attraversiamo la Ljubljanica e dopo pochi passi ci troviamo in Stari trg, la piazza vecchia. È un susseguirsi di locali, bar e ristoranti, alcuni dei quali hanno temporaneamente eroso l’area pedonale con i loro tavolini all’aperto. Sull’uscio di uno di questi una ragazza originaria di Milano ci invita ad assaggiare liquori e spiriti tipici della Slovenia, ma dato che a metà pomeriggio dovremo metterci in marcia verso casa decliniamo a malincuore l’offerta. Di tanto in tanto sulla strada compaiono rastrelliere per parcheggiare le biciclette. Senza soluzione di continuità ci ritroviamo in Mestni trg, la piazza Civica, centro del nucleo antico della città. Su un lato si eleva l’obelisco della fontana dei fiumi carniolani, con le figure allegoriche dedicate ai corsi d’acqua Ljubljanica, Krka e Sava. Poco più in là invece sorge il Rotovž, il palazzo del municipio alla cui sommità c’è la bella torre dell’orologio che rapisce la nostra attenzione per la sua fattezza e le particolari tonalità cromatiche. In passato tra Mestni trg ed il lungofiume Cankar era situata la zona artigianale, oggi invece si è trasformata in luogo d’incontro e botteghe di antiquariato. Ci si può arrivare tramite piccoli varchi o sottopassi ricavati tra le alte mura dei palazzi, attraverso i quali si raggiunge la piccola piazza del pesce (Ribji trg) ed il vicino ponte dei calzolai (Šuštarski most). Ovviamente è superfluo ricordare che anche questo è stato costruito su progetto di Plečnik, ed occupò il posto di quello originale in legno. 

Attratti da profumi invitanti ci dirigiamo verso la zona del mercato, dove come da tradizione della gente del luogo prendiamo posto sui tavoli all’aperto di un rivenditore ambulante e consumiamo il pranzo sotto i caldi raggi del sole. Il menù del giorno è a base di pesce e la sola lettura delle pietanze ci fa venire l’acquolina in bocca. Dopo un breve consulto famigliare optiamo per una porzione abbondante di sardelle alla piastra servite con una salsa all’aglio, prezzemolo e limone. 

È giunta l’ora di lasciare Lubiana, soddisfatti non solo per il pasto appena consumato ma soprattutto perché ci ha dato molto di più di quanto ci aspettassimo. Hvala! 

 

FOTOGRAFIE: 

Album fotografico Lubiana 

 

AUTORE: 

Stefano Tomada

SCORCI D’AUTUNNO SUL LAGO DI BLED

foto: Lago di Bled, Blejski otok (Slovenia)


INTRODUZIONE: 

La visita combinata al lago di Bled ed alle gole di Vintgar necessita di un’intera giornata. Non meno. Si presta quindi a chi come noi vive nelle provincie del Nordest oppure a chi è in corso d’opera e sta già visitando la Slovenia o la nostra regione, il Friuli Venezia Giulia. 

Qui di seguito vi proponiamo il diario di viaggio ed il relativo racconto fotografico, oltre ad alcune informazioni pratiche. 

 

GUIDA: 

Touring Club Italiano – Slovenia (della collana Guide d’Europa). 

 

DATA: 

Venerdì 7 ottobre 2016. 

 

PARTECIPANTI: 

Elisabetta e Stefano. 

 

MUSICA: 

Vlado Kreslin è uno dei più famosi musicisti e compositori contemporanei sloveni. Le sue opere spaziano dal genere rock a quello folk balcanico che io amo particolarmente. 

 

PERCORSO (IN AUTO): 

In linea di massima, per chi proviene dall’Italia, ci sono due vie per raggiungere Bled ed entrambe prevedono l’utilizzo dell’autostrada. 

1 - Ad Udine si prende l’autostrada A23 fino a Tarvisio. Una volta arrivati nella località turistica dell’alto Friuli, seguendo le indicazioni per la Slovenia, si prosegue sulla strada statale n°54 fino alla frontiera situata appena fuori l’abitato di Fusine in Valromana. Si continua sulla medesima strada lungo la vallata della Sava Dolinka che, in territorio sloveno, prenderà in un primo momento la numerazione 202 e successivamente la 201. Superata la cittadina di Jesenice, principale polo siderurgico del paese, la strada E61 conduce fino a destinazione finale. Indicativamente da Udine a Bled ci sono 150 Km, di cui un’ottantina su strada a pedaggio.    

2- Si accede in Slovenia tramite il valico di Gorizia Sant’Andrea. Dopo una quarantina di chilometri sulla superstrada H4 all’altezza della località di Razdrto ci si immette sull’autostrada A1, denominata anche Primorska avtocesta. Dopo ulteriori sessanta chilometri si arriva a Lubiana. Qui si imbocca l’autostrada A2 e si arriva fino alla periferia di Bled. 

In teoria ci sarebbe anche una terza possibilità. Accedendo in Slovenia tramite il vecchio valico di Gorizia Casa Rossa e giunti nella limitrofa cittadina di Nova Gorica, seguendo le indicazioni per Bovec si percorre un tratto di strada lungo la bellissima valle dell’Isonzo. Qui si hanno a disposizione più opzioni per raggiungere Bled, sia attraversando il parco nazionale del Triglav sia fiancheggiandolo lungo il perimetro meridionale. Ovviamente chi opta per una di queste strade deve mettere in preventivo che i tempi di percorrenza si allungano notevolmente, ma il disagio verrà sicuramente compensato dai bellissimi paesaggi che via via si andranno ad incontrare. 

 

APPUNTI DI VIAGGIO:
 
Il cielo è nuvoloso, sono da poco passate le ore otto e mezza quando prendiamo l’autostrada A23 al casello di Udine Nord direzione Tarvisio. In poco più di un’ora, tra una chiacchiera e l’altra, ci ritroviamo a valicare la frontiera situata poco dopo il villaggio di Fusine in Valromana, una delle località più fredde d’Italia. In realtà sarebbe più corretto dire quel che resta del vecchio valico, un casello completamente abbandonato che ci trasmette un senso di trascuratezza. Ci addentriamo in un paesaggio montano. In seguito ai freddi precoci di questo inizio d’autunno l’erba dei prati sta pian piano mutando il suo colore, mentre le alture circostanti sono ricoperte da boschi di conifere di alto fusto, la cui compattezza è lacerata qua e là dalle piste da sci. Dalla lettura dei cartelli stradali che via via superiamo ci rendiamo conto della grande concentrazione di località sportive famose in tutto il mondo, racchiuse nel raggio di pochi chilometri: Podkoren, frazione di Kraniska Gora, per lo sci alpino, Planica per il salto con gli sci, Jesenice per l’hockey su ghiaccio, l’altopiano di Poklijuka per il biathlon e per lo sci nordico ed infine Bled per il suo bacino di canottaggio. 

Arriviamo a destinazione in tarda mattinata. Il sole sta facendo un’enorme fatica a farsi largo tra basse nubi cariche di umidità. L’abitato si sviluppa lungo la strada principale denominata Ljubljanska cesta e termina proprio sulle sponde orientali del lago. Il borgo incominciò ad essere frequentato da turisti e pellegrini fin dai primi anni del 1800, attratti fin qui dal santuario mariano situato sull’isoletta e dalle proprietà curative delle acque. In seguito alla costruzione della nuova linea ferroviaria che collegava Lubiana con Tarvisio nel 1870, il flusso turistico aumentò sempre di più tanto che in pochi anni Bled divenne una delle mete più glamour della borghesia mitteleuropea. Lasciata l’auto in uno spiazzo custodito a poche centinaia di metri dalle sponde del lago, dopo una breve camminata a piedi raggiungiamo la banchina. Il piumaggio candido dei cigni contrasta con le acque scure del lago. Lungo le rive fanno bella mostra di sé eleganti hotel e ristoranti dai quali fuoriescono comitive di turisti orientali. Il processo che porta al cambiamento del colore delle foglie è già in atto e quindi la vegetazione che ci circonda sta pian piano assumendo le classiche tonalità autunnali. L’isoletta situata nel centro del bacino si raggiunge con le famose imbarcazioni a remi chiamate pletne. Ci sono due punti d’imbarco: il primo situato all’estremità nord-orientale del lago proprio davanti all’hotel Vila Prešeren, mentre il secondo un paio di chilometri più avanti lungo la strada 209 (cesta Svobode) nei pressi dell’hotel Vila Bled. Noi per comodità optiamo per il primo. Il lago è di origine glaciale e dal suo fondale sgorgano sorgenti a 20-23 °C che d’estate mantengono la temperatura dell’acqua ad un valore non superiore ai 25 °C. Dopo circa mezz’ora di navigazione arriviamo sull’isola accolti da qualche goccia di pioggia, che per fortuna cesseranno da lì a poco. Durante il tragitto il vogatore ha usato la tecnica di voga detta “alla veneta”, cioè in piedi e rivolto in avanti verso la prua, con i remi appoggiati nei tipici scalmi chiamati fórcole. Effettuate velocemente le operazioni di ormeggio, scendiamo dall’imbarcazione, lasciamo il molo e grazie ad una ripida scalinata raggiungiamo lo slargo su cui sorgono gli edifici che formano il complesso: la canonica (oggi adibita a bar ristorante), la prepositura, il campanile gotico, la campana dei desideri del 1543 e la chiesa. Il santuario dell’Assunta, che ha subito numerose modifiche nei secoli, ha assunto l’attuale aspetto barocco alla fine del XVII secolo. Prima di far rientro sulla terraferma ci incamminiamo lungo il sentiero che circumnaviga l’isola per una piacevole passeggiata, percorrendo il quale si ha il privilegio di ammirare delle splendide vedute sul lago oltre ad incrociare grandi cespugli di rose ancora in fiore. La sosta ha una durata complessiva di 40 minuti. Sopra uno sperone roccioso alto 124 metri si affaccia il castello, che dà l’impressione di trovarsi lassù proprio per fornire protezione al borgo ed al lago stesso. Raggiungibile in macchina in pochi minuti, vi si accede tramite un ponte levatoio sopra un fossato che conduce ad un arco gotico. Il grande torrione cilindrico invece è posto a difesa dell’accesso che conduce al secondo cortile e soprattutto alla cappella dedicata ai Santi Arduino e Ingenuino, vescovi di Bressanone (di cui Bled fu feudo dal 1004 al 1803). L’aspetto attuale del complesso è il risultato di numerosi lavori di ristrutturazione e restauro ultimati nel 1961. La visita, più che per il castello in sé, è ideale e consigliata per ammirare e fotografare il lago ed il panorama che lo circonda dall’alto. 

Dopo aver consumato lo spuntino di metà giornata in una gostilna del centro a base di pietanze tipiche, riprendiamo la macchina e seguendo le indicazioni per il paesino di Spodnje Gorje raggiungiamo in circa 6 chilometri le gole di Vintgar. Lasciata l’auto in uno slargo in ghiaia ci rechiamo con una breve camminata di un centinaio di metri nella capanna in legno che funge da biglietteria, ufficio informazioni, bar e punto di accesso. La gola è scolpita dal corso del fiume Radovna ed il sentiero turistico si snoda grazie a passerelle e ponticelli in legno lambendo le alte pareti rocciose dei monti Hom e Boršt. La gola venne scoperta nel 1891 da Jakob Zumer, sindaco di Gorje, e dal cartografo e fotografo Benedikt Lergetporer. Il percorso, che è adatto a tutti, ha una lunghezza di un chilometro e seicento metri e dai vari punti panoramici si possono ammirare cascate, tonfani e rapide. La camminata termina proprio davanti ad un’imponente cascata alta 13 metri e denominata Šum. 

Rientriamo a Bled nel tardo pomeriggio. Non fosse che per l’arrivo delle prime ombre della sera ci saremmo sicuramente incamminati per una bella passeggiata lungo il sentiero che costeggia il lago, però purtroppo siamo costretti a desistere. Lo consigliamo a chi verrà da queste parti in bella stagione. Sul percorso sono state posizionate strategicamente anche delle panchine in legno su cui trascorrere dei piacevoli momenti di pausa e ristoro. Noi comunque decidiamo di farne un tratto in macchina, arrivando fino alla sponda opposta del lago dove sono situate le tribune e la zona d’arrivo delle regate di canottaggio. 

 

INFORMAZIONI UTILI: 

Prezzi riferiti al momento del nostro viaggio: 

- Autostrada Udine – Tarvisio, per vetture di classe A € 7,40.

- Vignetta autostradale in Slovenia, taglio minimo della validità di una settimana, costo € 15,00.

- Parcheggio a pagamento custodito, giornata intera € 5,00. I parcheggi situati sul lungolago invece sono più cari e la tariffa oraria è di € 2,00.

- Imbarcazione per raggiungere l’isola € 14,00.

- Ingresso al santuario ed al campanile € 6,00.

- Ingresso al castello € 10,00.

- Ingresso alle gole di Vintgar € 4,00.

 

RINGRAZIAMENTI: 

Agli amici Emily Carrer e Matteo Favaretto di Guardo il mondo da un oblò per i preziosi suggerimenti contenuti nel loro diario di viaggio. 

 

FOTOGRAFIE: 

Album fotografico Bled e Vintgar 

 

AUTORE: 

Stefano Tomada